L'estate sta finendo
15.09.21 - 13.11.21A cura di Luca Beatrice.
Con testo di Roberto Mastroianni e intervista a Gianni Vattimo.
Ancora gli anni ’80?! E’ che quel decennio così particolare, stravagante, discusso, creativo non si finisce mai di approfondire. Anzi, più lo studi più vengono fuori aspetti nuovi, persino inediti.
Cominciando dall’arte, che attraversò un periodo di completa trasformazione rispetto al tempo dell’ideologia e di una certa rigidità concettuale. Gli anni ’80 segnano il ritorno della pittura, letta attraverso la chiave d’accesso del postmoderno, cardine del pensiero teorico-filosofico. Senza dimenticare quanto architettura (la prima Biennale “indipendente” data 1980, stesso anno in cui inaugura “Aperto”, ovvero la sezione dedicata ai giovani e agli emergenti) e design ne esprimano il gusto trasversale e contaminato, abbandonando il dogma del “less is more” per utilizzare colori, linee sinuose, indagando nella banalità del quotidiano.
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Nel 1980 nasce Mediaset, primo network nazionale che interrompe il lungo monopolio Rai. Il 1 agosto 1981 esordisce MTV, la musica diventa non solo godimento per le orecchie ma anche per gli occhi, i videoclip acquisiscono presto lo statuto di estetica contemporanea. Le città sono il teatro di giganteschi cartelloni pubblicitari che promettono nuovi mondi e non tutti necessariamente consolatori.
Sugli anni ’80 il discorso è, ovviamente, di carattere globale. Ma qui torniamo ancora una volta in Italia, sul secondo boom economico trasformatosi nel frattempo in finanziario, per un esempio di società liquida, veloce, il cui benessere si riflette ancora una volta sui comportamenti, sulle abitudini e sulle mode.
Il titolo di questa mostra cita esplicitamente una canzone molto amata, soprattutto a Torino: L’estate sta finendo, scritta a metà decennio, da Johnson e Michael Righeira nel 1985. La fine dell’estate, per definizione e abitudine, si porta dietro una scia di malinconia. Comincerà a far freddo, l’inverno si avvicina ed è molto lungo soprattutto qui a Torino. Di solito si identifica con il tempo della disillusione. “Sto diventando grande, e questo non mi va”.
Eppure questa volta l’estate del 2021 vorrebbe non finire, anzi. I nostri cuori e i nostri corpi hanno bisogno di sentire il calore del divertimento e della spensieratezza, proprio come accadde negli anni ’80, quando l’Italia uscì dal lungo inverno degli anni di piombo, del terrorismo, delle crisi economiche e politiche. E il Paese tornò a volare. Per chi crede nel valore simbolico delle date: 11 luglio 1982 Italia campione del mondo a Madrid; 11 luglio 2021 Italia campione d’Europa a Londra.
E quindi: un’altra mostra sugli anni ’80?! Sì, e questa volta a Torino, che in quel decennio fu meno ludica e spensierata di Roma e Milano, continuando invece a perseguire la sua innata tendenza sperimentale, di città laboratorio, luogo dove si incrociavano arti e linguaggi, alto e basso, sacro e profano. Un decennio visto da una prospettiva laterale che, insieme alle più significative esperienze di artisti visivi, include il design, la fotografia, la pubblicità e il video musicale.




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